Le 4 migliori cover di album realizzate in graphic design !!
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- 16 feb 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 19 feb 2024
Il graphic design si è più volte prestato alle forme più disparate di puro intrattenimento artistico. Se pensiamo ai titoli di testa di un film, oppure ai loghi finti creati appositamente per un film o serie tv. L’Arte chiama Arte, fortunatamente. E via via che la musica si avvicinava sempre più ad ambire lo status di Arte -dalla metà degli anni 60 in poi- anche le cover degli album discografici si sono trasformate, passando da rappresentazioni prettamente “divistiche” (le foto dei musicisti) a veri e propri concept artistici, disegnati da illustratori e graphic designer. Tutti contribuirono a questo fondamentale passaggio, dalle case di produzione più lungimiranti, fino ai musicisti stessi, sempre più consapevoli della loro importanza.
Dalla cover all’artwork
Ed è così che la cover semplicemente rappresentativa di quella che poteva considerarsi l'”immagine” del musicista o della band, diviene un artwork vero e proprio, dove l’artista, il fotografo, il designer può permettersi di sviluppare il suo concept nei modi più disparati, a seconda della sua sensibilità e la successiva declinazione dell’immaginario dietro la band/musicista, e soprattutto l’album. Negli anni ’60 e ‘70 le copertine ebbero un’esplosione di forme e di colori, si usarono i materiali e gli oggetti più diversi, ma anche le sagome, in alcuni casi, subirono delle variazioni: tonde, triangolari, doppie, triple. Negli anni a seguire addirittura il vinile stesso è stato colorato, reso trasparente e infine disegnato (i meravigliosi picture disc).
Le migliori cover di album realizzate da graphic designer
Fino ai giorni nostri la Storia ha visto produrre centinaia di cover artistiche davvero interessanti, ma ne abbiamo selezionate solo 10, le più belle a mio avviso, realizzate da graphic designer:
THE VELVET UNDERGROUND & NICO – S/T (1969)
DESIGNER: Andy Warhol

Il disegno del grande artista, tipicamente ambizioso, ha prodotto enormi problemi di produzione, ritardando l’uscita dell’album stesso per più di un anno. Warhol ha usato il suo stile di pittura come marchio di fabbrica per creare una banana matura – icona di per sé suggestiva e dissacrante – ma è andato anche oltre; infatti in alcune edizioni della cover originale la banana era sbucciabile. Una volta sbucciata, la banana diventava color carne. All’epoca fu un vero e proprio shock.
THE MOTHERS OF INVENTION – WEASELS RIPPED MY FLESH (1970)
DESIGNER: Neon Park

Cover controversa, con la quale non volevano lavorare nemmeno le tipografie, e anche la Warner Bros disse che non era nei propri “standard”. Rispetto alle cover di oggi risulta innocua, ma l’incontro tra il graphic designer Neon Park e il membro della band Frank Zappa ha generato un’immagine memorabile per il suo tempo. La leggenda vuole che Zappa lesse in una rivista il titolo della storia di un uomo caduto in un fiume, circondato da donnole che gli brulicavano addosso. Zappa ha poi chiesto a Park se sarebbe riuscito a realizzare una storia che fosse “peggiore di quella”. Park fu pagato solo 250 dollari, e creò una delle cover più scioccanti della storia.
JOY DIVISION – UNKNOWN PLEASURES (1979)
DESIGNER: Peter Saville

A più di trent’anni dal suo debutto, la cover di Peter Saville per Unknown Pleasures rimane un classico, anche a giudicare dall’enorme numero di T-shirt di ragazzi hipster con la copertina stampata sopra. Sulla copertina dell’album originale non c’è il nome della band o del titolo dell’album, ma solo questa immagine, invertita e decontestualizzata: la rappresentazione delle onde radio di un lontana stella pulsante. Insomma, la perfezione.
SOULWAX – NITE VERSIONS (2005)
DESIGNER: Trevor Jackson

Poliedrico artista e musicista Trevor Jackson (dei Playgroup, tra gli altri) ha prodotto questa incredibile cover di graphic design che sembra molto influenzata da quelle di Peter Saville. Accattivante ma delicata, è davvero molto fica. Provate ad allontanarvi dallo schermo del pc per osservarla meglio.
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